(1) Sacrificandoci per gli altri aumenterà l’amore di Dio in noi ed usciremo dalla tiepidezza: «Abbiamo paura delle imperfezioni, dell'abitudine di cadere; dei difetti non combattuti, che sono invece un gran male, perché là dove doveva esserci non c'è stata la nostra buona volontà. Gesù esigeva che combattessimo anche quel peccato veniale. Non è lecito lasciarsi andare alla tiepidezza, senza preoccuparsene; chi cade nel peccato veniale è nella condizione di scivolare anche nel mortale. E' però più facile astenersi dal peccato mortale che dai veniali. Per vincere questi ci vuole buona dose di amor di Dio. La vittoria sulle piccole miserie è vittoria di amore; se non amiamo non ci vinciamo. Per vincerci dobbiamo amare tanto… L'anima che non sente nulla e va avanti con fiducia, senza scoraggiarsi, avrà questo amor di Dio; sacrificandosi per gli altri, il suo amore aumenterà, di giorno in giorno.» MARIA BORDONI, vol. 2, 01.12.1954.

(2) Imitiamo la Vergine compiendo la volontà di Dio nelle piccole cose con il massimo amore: «Si segue la Madonna imitando le virtù che in Lei rifulgono, fatte naturalmente le debite proporzioni. Non possiamo pensare di raggiungere la pienezza della sua virtù, ma ciò non toglie che da parte nostra si debba far del tutto per agire con la massima perfezione a noi possibile. Non si richiedono cose straordinarie: però, tutti i piccoli atti di virtù richiestici siano un atto d'imitazione della Madonna… La Madonna non volle far nulla di straordinario; penso però che tutto quello che facesse fosse fatto con la massima perfezione… Agiamo con la massima perfezione; con volontà sveglia, aperta. Non vogliamo fare il bene? E allora? Badiamo a non prenderci per forza, per la catena, altrimenti perdiamo la bellezza e il profumo dell'azione. Gesù ci guarda allora con due occhi aperti, quasi per dirci: “Se lo devi fare, fallo per amore!”.. Basterebbe questo per farci santi "Signore, voglio prendere la giornata come l'avrebbe presa la Madonna"» MARIA BORDONI, vol. 2, 05.10.1954.



(3) Il passato non conta, se non per fare buoni propositi oggi: «Non guardiamo indietro! Le incorrispondenze son passate; cosa può giovare rievocarle? L'unica cosa è che ci aiutano ad avere un cuore contrito ed umiliato; in questo senso giova lo sguardo nel passato, ma sia volto indietro senza perdere tempo e solo per detestare le mancanze, le miserie, le incorrispondenze: per detestarle e per fare seri propositi. Quali sono state le mie mancanze? Quali saranno le mie virtù? Ho mancato di carità? Cercherò la carità, la virtù da conquistare. Sono stato superbo? Sarò umile, umile ad ogni costo. » MARIA BORDONI, vol. 4, 23.12.1960.
- «Il passato non conta più. Ciò che conta è l'oggi e il domani; il passato è una moneta con cui non si può comperare più nulla. Invece spesso e volentieri fermiamo la nostra attenzione sul passato e sciupiamo ore e giorni, ricominciando sempre a ricordarlo. Lasciamolo da parte qualunque sia stato: buono, indifferente o cattivo... Il male passato non è moneta che si. possa spendere: Dio stesso l'ha dimenticato perché ce ne siamo pentiti. Noi invece ci mettiamo lì a fare i conti, piuttosto che a considerare la misericordia di Dio, stiamo lì a rammaricarci; e le ore passano e i doveri stessi si fanno male. …e tutto. questo ritorno al passato ci fa raggomitolare su noi stessi, come sensitivi. Pensiamo invece che qualunque sia il passato, la mente, il cuore, la volontà, devono essere in tutti i momenti del Signore, perché tutti i momenti sono Suoi. Invece sciupiamo le ore che non sono di nessuno…; le perdiamo rievocando le miserie passate e anche il pensiero si svaga e si perde come in un oceano; la volontà non più continuamente rinnova la nostra offerta. È bene pensare al passato solo per lodare Iddio, perché è solo Dio che ci ha tratto fuori dal pericolo, dall'errore, dal peccato.
Santifichiamo l'attimo che passa, cercando che la mente e il cuore siano per Lui: correndo dietro al passato rubiamo al Signore quel che Gli si dovrebbe dare.» MARIA BORDONI, vol. 2, 09.11.1955.

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